venerdì 3 aprile 2009

Training autogeno




Il ritmo della vita moderna, sempre più frenetico, è causa di un diffuso senso di malessere e tensione psicofisica che può trovare giovamento con la pratica del rilassamento sia nel campo preventivo che in quello curativo.Il benessere fisico di una persona dipende in buona parte dalle sue capacità di cooperare con il medico e il suo trattamento, e c è chi sostiene che il processo di guarigione dipende esclusivamente dal singolo individuo, processo che chiama in causa il rapporto fra mente e corpo.Antichi sistemi di medicina riconoscevano il potere che il singolo individuo aveva nell'esercitare un'influenza nei processi fisiologici e ancora oggi questa teoria viene sostenuta da diverse correnti di tecniche terapeutiche.


Nel mondo occidentale si sono diffuse diverse tecniche con lo scopo di autoguarirsi, autocontrollarsi e autoequilibrarsi e alcune di queste hanno origini antiche. Queste tecniche spaziano dallo: yoga,alla meditazione, al training autogeno, al biofeedback, al metodo Silva ecc... e la maggior parte di esse contempla tecniche di rilassamento. Il rilassamento ha un effetto terapeutico preventivo e può avere anche un effetto terapeutico, aiutando il corpo a ristabilire un equilibrio sano.


Il neurologo tedesco Johannes Schultz dopo aver effettuato esperimenti con l'ipnosi e dopo aver constatato gli effetti benefici sui propri pazienti, cercò di scoprire in che misura le persone possono imparare da sole un processo di autoipnosi allo scopo di indurre rilassamento profondo e conseguente cambiamento di percezione dello stato fisico. Nasce così il Metodo Schultz, una tecnica molto semplice che può essere praticata da tutti autonomamente o seguendo dei corsi o cassette. Basta avere 15 minuti di tempo e un ambiente abbastanza tranquillo per praticare questa tecnica di training autogeno.Questa tecnica ha ispirato molti innovatori e ricercatori nel campo dell'autoterapia e autocontrollo e consisteva semplicemente nella ripetizione di frasi per rilassare gradualmente il corpo, iniziando dagli arti e continuando in tutto il corpo. Un tipo di frase che egli propose era: " La mano sinistra avverte un senso di calore e pesantezza, l'avambraccio è caldo e pesante ecc...".


Molti disturbi psicosomatici possono essere risolti praticando il rilassamento profondo come ad esempio: l'ipertensione, le allergie, le malattie provocate da stress ecc..


Elmer Green affascinato dal training autogeno lo adottò e combinò ai suoi studi di yoga, sviluppando così la teoria del Biofeedback.Elmer fece diversi test sui suoi pazienti e durante uno di questi, accadde che un paziente sofferente di emicrania , mentre ripeteva la frase: "le mie mani sono calde..." si era sentito improvvisamente libero dalla dolorosa emicrania. Questo collegamento tra emicrania e maggior calore alle mani fù l'inizio di una serie di ricerche che confermarono l'efficacia del training autogeno nell'emicrania e in altre patologie.Richiamando un maggior afflusso di sangue e calore alle mani e piedi si apporta equilibrio ai centri nervosi subcorticali e il sistema vascolare.La tecnica del biobeedback si presta anche per controllare gli effetti delle emozioni sul proprio organismo. Muscoli contratti, rughe ecc.. segnalano stati di tensione e stress.



Il training autogeno riduce la tensione fisica e mentale, sviluppa maggiore consapevolezza interiore, aiuta a correggere disturbi comportamentali e aumenta il ritmo alfa e beta del cervello.Anche se nelle fasi iniziali il biofeedback richiede una guida esperta, una volta appresa la tecnica il paziente sarà in grado di dominare da solo i propri sintomi.


1 commenti:

Anonimo ha detto...

good start