sabato 30 maggio 2009

Farsi un olio cosmetico

Qui sotto un breve esempio di come farsi un olio cosmetico in casa con poca fatica e poca spesa!!!!!







Macerato oleoso

Olio di Iperico
Ingredienti: 100 g. Iperico sommità fiorite fresche
500 g. Olio di oliva

Le sommità fiorite e le foglioline dell’Iperico vanno tagliate con forbici inox e poi aggiunte all’olio d’olio di oliva. Frullare il tutto per 1 minuto a bassa velocità e un altro minuto ancora ad alta velocità. Travasare il tutto in una bottiglia di vetro scuro a chiusura ermetica con collo largo e lasciarla riposare per 3 settimane ( qualcuno consiglia di esporla al sole) agitandole quotidianamente. Se si vuole migliorare il prodotto si possono sostituire le sommita fiorite esaurite con altre nuove appena raccolte. Trascorso il tempo necessario filtrare spremendo l’olio prima con un colino a maglie strette e poi di nuovo con un filtro di carta o di tela scartando il fondo. Imbottigliare l’olio in una nuova bottiglia di vetro scuro a chiusura ermetica.







L’olio di Hypericum perforatum così ottenuto assume un colore rosso scuro intenso.

Per uso interno è indicato nella depressione nervosa per il suo alto contenuto di ipericina (1 cucchiaio al mattino e uno alla sera) e nelle gastriti e ulcere gastriche ( 3 cucchiai al giorno,mattino, mezzogiorno e sera).
Per uso esterno questo olio viene usato in massaggi o frizioni per le sue proprietà antinfiammatorie, in particolare nelle emorroidi esterne, nevralgie, dolori reumatici e articolari, e ulcerazioni delle gambe.
Ha una particolare e benefica azione su tutti i tipi di scottature da quelle lievi a quelle solari.
Prezioso per le mani screpolate dai lavori domestici, polveri e detersivi.
L’olio si iperico si ritrova in preparati solari dopo sole e in creme per pelli sensibili, secche e mature.



Lo stesso procedimento sopra descritto può fatto con altri fiori come: achillea, arnica, calendula, boraggine, camomilla e foglie di alloro, maggiorana, rosmarino, timo ecc..

































lunedì 25 maggio 2009

Ipnosi e Regressione


I questi ultimi decenni si è risvegliato un particolare interesse per la regressione ipnotica o terapia delle vite passate che permette il ricordo delle vite passate, dell'infanzia e della vita intrauterina.
La terapia della regressione viene considerata uno strumento terapeutico e di crescita personale e viene praticata in tutto il mondo da psicologi, medici, terapeuti, ipnotisti ecc..

I pionieri di questa tecnica sono stati in Inghilterra la sensitiva Joan Grant insieme al marito psichiatra Denys Kelesey; in Francia Denise e Arnaud Desjardins e in Germania Thorwald Dethlefsen che dirige un centro a Monaco di Baviera.
Uno specialista moderno molto conosciuto è Brian Weiss autore di diversi libri ( "Molte vite,un solo amore","Molte vite,molti maestri","Oltre le porte del tempo" e "Lo specchio del tempo") psichiatra americano esperto di reincarnazione e ipnosi regressiva che ha curato e sta ancora aiutando tantissime persone.
In Italia conosciamo Manuela Pompas giornalista e scrittrice e il marito Carlo Biagi che da diversi anni conducono seminari in tutta Italia.

La terapia della regressione permette di tornare a un tempo passato per recuperare ricordi che possono esercitare influenze negative nella vita presente e che molto probabilmente sono la causa dei problemi attuali.
In sintesi la nostra vita attuale e i nostri problemi affondano le radici nel passato, nel periodo dell'infanzia e nelle nostre più lontane vite precedenti. Ricordare il nostro passato aiuta a comprendere meglio il nostro presente e le nostre dinamiche interiori.

In campo terapeutico la regressione viene impiegata per curare determinati sintomi come paure o fobie originatesi durante incarnazioni precedenti e per rimuovere eventuali ostacoli o blocchi che procurano sintomi fisici ed emotivi di vario genere.
A volte i sintomi possono essere eliminati anche attraverso il semplice ricordo che porta alla comprensione avviando così il processo di guarigione. Grazie a questa terapia molte persone hanno riacquistato la gioia di vivere, la pace interiore e la spontaneità dell'infanzia. Persone afflitte da dolori cronici, asma, cardiopatie, dipendenze di vario genere ecc.. sono completamente guarite praticando esercizi individuali o di gruppo di regressione.

La tecnica che viene usata per accedere ai ricordi è l'ipnosi, che è uno stato di concentrazione tale da non permettere di essere distratti da rumori o stimoli esterni. Come molti affermano, in realtà l'ipnosi è una forma di autoipnosi e ci sono molte persone che sperimentano questo stato tutti i giorni quando ad esempio leggono un libro o guidano la macchina in modo automatico (come me) o guardano un film ecc..

In stato ipnotico è possibile accedere al subconscio che si trova al di sotto della coscienza ordinaria. E' in questo stato che si manifestano creatività, saggezza, intuizioni e altro ancora.
Il subconscio, come ben sappiamo, conserva il ricordo perfetto di ogni cosa accaduta nel passato essendo in grado di superare le limitanti barriere spazio-temporali.
Alcune persone sotto ipnosi osservano il loro passato come se fosse un film, altri più coinvolti sperimentano emozioni profonde e altri ancora hanno visioni o sensazioni particolari (odori, suoni ecc..).

C'è da evidenziare che l'ipnosi non è affatto pericolosa perchè in stato ipnotico è possibile ritornare alla coscienza ordinaria in qualsiasi momento e la mente conscia resta sempre vigile e consapevole.

Oggi si posso reperire il libreria o nel web molti libri o articoli che trattano la materia, e uno i particolare che consiglio è "Lo Specchio del tempo" di Brian Weiss, il libro viene venduto insieme a un Cd che aiuta a praticare da soli la tecnica della regressione.


PS. ho letto da qualche parte che quando non ricordi qualcosa o hai dei vuoti di memoria... forse è perchè hai bisogno di fare una regressione....

lunedì 18 maggio 2009

Meditazione del prato




La meditazioni del prato da Psicosintesi Terapeutica

Il prato si è dimostrato un buon inizio per la visualizzazione. Il simbolo del prato è accettato da molti adulti e bambini come un facile inizio per l'immagine indotta, è un punto di riferimento neutrale o positivo per il gioco della loro immaginazione anhe se sono cresciuti in una città.
Il prato suggerisce il ritorno alla natura e un nuovo inizio. Molti soggetti visualizzano per prima un prato che hanno visto nella realtà. Vengono incoraggiati a camminare attraverso il prato descrivendo quello che vedono e le emozioni che sperimentano. Vengono poi stimolati a camminare e a descrivere le loro esperienze fino a che non trovano una parte del prato, o un altro prato che non hanno mai visto nel mondo esterno, in cui essi possono proiettarsi più liberamente.

La lunghezza dell'erba e il suo colore verde nel prato visualizzato appaiono importanti dal punto di vista diagnostico e così pure il fulgore e l calore della luce solare sul prato. La condizione dell'erba sembra fornire un'indicazione piuttosto accurata dello stato generale di salute psichica del soggetto. L'erba tagliata molto bassa è spesso segno di meccanismi psichichi deteriorati: ad esempio un'intellettualizzazione a spese della piena espressione della vita emotiva del soggetto. Alcuni soggetti appaiono così alienati dalla loro vita interna che possono visualizzare soltanto un deserto e devono venire incoraggiati a continuare cercando sotto ogni pietra anche un solo filo di erba, un chiaro esempio dell'uso terapeutico dei simboli; in questo ultimo caso sarebbe opportuno chiedere al paziente di cercare un pò di acqua da versare sul filo di erba per farlo crescere.


Bella Vero?

mercoledì 13 maggio 2009

Musicoterapia



La musicoterapia è una terapia molto antica usata a scopo terapeutico dagli Indiani, Greci e varie civiltà antiche. Pitagora sosteneva che la musica e il regime dietetico sono i due principali mezzi per purificare anima e corpo e che permettono di mantenere l'armonia e la salute di tutto l'organismo.

Negli anni 30 la musicoterapia nasce come espressione di art-therapy ma è solo negli anni 50 che si diffonde in modo autonomo in America latina e Europa. Inizialmente veniva impiegata solo nel campo dell'handicap non grave ma in seguito venne anche adottata come supporto in vari settori come: la pedagogia, la logopedia, la psicomotricità ecc...con scopi terapeutici, preventivi, riabilitativi e educativi.

E' certo che la musica produce un profondo impatto emotivo sull'uomo e secondo recenti ricerche ha una certa influenza anche su piante e animali. Chi più chi meno, siamo tutti costantemente influenzati dalle onde sonore che ci circondano, persino il bimbo nel ventre materno reagisce agli stimoli sonori, ad es. alla musica rock reagisce con calci e bruschi movimenti.

Le onde sonore si propagano nell'aria, nei liquidi, nei solidi coinvolgendo tutto ciò che incontrano mediante la risonanza, fenomeno che permette ogni ricezione. Attraverso la risonanza l'orecchio umano è in grado di cogliere le più piccole sfumature che diversificano i suoni. Le vibrazioni di ogni timbro sonoro generano in noi le emozioni e il nostro corpo è in grado di reagire simpaticamente a certi suoni.

E'stato dimostrato che i suoni possono avere un effetto benefico o anche distruttivo (inquinamento acustico), ad esempio una nota ad alta frequenza emessa a tutto volume può frantumare un bicchiere.

Dal punti di vista terapeutico, la musica viene usata in due modi: i pazienti possono avere il ruolo di creatori o di ascoltatori e spesso i due ruoli si alternano.
La musica suscita sensazioni emotive sia in chi la produce che in chi l'ascolta e può essere utilizzata in campo terapeutico per fare riemergere e rimuovere le emozioni bloccate (accumuli emotivi) che causano problemi psicofisici.


L'impiego della musicoterapia ha risolto con successo vari tipi di patologie: dall'asma, ai disturbi mentali, stress, stati comatosi ecc...


La musica viene anche usata negli studi dentistici per rilassare il paziente e per nascondere il suono degli strumenti

Tutti i suoni prodotti dalla parola e dai suoni cantati toccano il corpo fisico con le loro vibrazioni e hanno un potere straordinario anche se non sempre ce ne rendiamo conto.
In India il canto viene messo in relazione alla circolazione del prana e respiro e ai punti specifici del corpo dove questo viene diretto.
I monaci tibetani hanno ad esempio sviluppato la tecnica del canto armonico (overtone singing) e la usano in modo mistico come forma di preghiera.

Alcune tecniche di canto permettono di raggiungere una condizione di rilassamento utile per le persone stressate o per facilitare l'eliminazione di blocchi psicoenergetici.
In India vengono usati i suoni mantrici e che non rientrano nella scala musicale. Questi suoni grazie alla loro struttura fonetica rilasciano energia che và a toccare particolari centri mentali producendo effetti ben precisi e determinate modificazioni psicofisiche come una specie di pulizia mentale.

mercoledì 6 maggio 2009

La tecnica Alexander



La tecnica Alexander insegna ad assumere una postura corretta per favorire armonia tra corpo e mente e consentire all'organismo di svolgere le sue funzioni nel modo più naturale ed efficente.




La maggior parte delle persone è schiava delle abitudini scorrette che interessano la posizione del corpo e che causano svariati disturbi fisici.
L'attore australiano (1869-1955) F.Matthias Alexander inventò questa tecnica che è una forma di rieducazione finalizzata ad aiutare il paziente a sradicare abitudini negative di posizione e a raggiungere un maggior grado di autocoscienza.

Quando Alexander cominciò ad affermarsi come attore, si accorse che mentre recitava stava perdendo la sua voce e credette che la sua carriera fosse in pericolo. La medicina ortodossa non riuscì a risolvere il suo problema e dal momento che il suo medico non era in più grado di offrirgli cure efficaci, Alexander decise di cercare da solo le vere cause del suo disturbo. Dopo mesi di accurata autosservazione allo specchio, scoprì che l'abitudine di tirare
indietro la testa o di abbassare il mento durante la recitazione era la causa del suo problema. Cominciò così a cambiare il modo di considerare la sua attività e a superare ciò che egli definì il suo modello riflesso di allarme "startle reflex pattern". A poco a poco imparò da solo a usare il corpo in maniera più naturale e ritrovò la voce per tornare sulle scene. Alexander elaborò una teoria partendo da questa scoperta e si dedicò ad insegnare agli altri "l'uso adeguato di sè stessi". Egli individuò il significato chiave nel modo di tenere la spina dorsale e in particolare il collo e la testa.

Oggi chi pratica questa forma di rieducazione preferisce essere considerato un maestro piuttosto che un terapeuta.
Anche se la tecnica è legata per lo più a una posizione corretta e a uno stato di rilassamento, Alexander è riuscito e trasmettere un messaggio più profondo. Egli sosteneva:".. il nostro modo di procedere esercita una costante influenza sia nel bene e nel male, sul funzionamento generale del nostro corpo...".
Sia Alexander che le ricerche scientifiche concordano sul fatto che ci sono tendenze naturali per reggersi e per equilibrare il nostro corpo senza grandi sforzi e che abbiamo il grado necessario di rilassamento in ogni attività per permettere a queste tendenze di agire liberamente.

Questa tecnica non entra in conflitto con la medicina ortodossa sebbene i medici non suggeriscano questa teoria, non si sono mai opposti.
Il dottor Barlow scrive: " tutti i casi patologici trattati normalmente dalla fisioterapia come i disturbi reumatici della spina dorsale, dell'apparato respiratorio, nella cura prenatale e postnatale, in tutte le cure preventive e nei casi di riabilitazione, anche le malattie dovute allo stress hanno tratto profitto dall'applicazione della tecnica di Alexander".

Oggi le scuole e gli insegnati della tecnica Alexander sono diffuse in gran parte del mondo.
L'insegnate comincia ad osservare come il paziente usa il corpo nelle semplici attività come camminare, leggere, scrivere ecc. e in seguito mostrerà come correggere le posizioni sbagliate e dannose e a riacquistare l'abitudine a usare i muscoli sottoponendoli al minimo sforzo per ottenere il massimo risultato.
Il paziente a poco a poco, continuando ad esercitarsi e a pensare a una postura corretta imparerà ad allentare le tensioni e ad usare bene il proprio corpo.
E' possibile ottenere qualche miglioramento da soli, facendo come Alexander guardatevi allo specchio mentre siete in piedi o seduti o mentre camminate e cercate di assumere una posizione corretta e di fare movimenti rilassati con il minimo sforzo muscolare.

Spesso quando si sta in piedi non si adotta una posizione corretta e questo può procurare disturbi e dolori. A volte si assume una posizione ciondolante con le spalle curve o una posizione troppo rigida o eretta.
Anche lo stare seduti in posizione troppo eretta o con la testa rivolta verso il basso, le spalle curve e lo stomaco compresso o contrarre le braccia quando si scrive al computer, può a lungo andare provocare disturbi e dolori



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